Un nuovo passo importante per la BMI

Un nuovo passo importante per la BMI_Anasb

Di recente sono emerse importanti e fondamentali novità nel campo della ricerca scientifica applicata al settore bufalino. Grazie agli studi effettuati nell’ambito della genomica – che consente di studiare l’organizzazione e la struttura dei geni di un organismo nel contesto dell’intero genoma – oggi è infatti possibile distinguere le diverse razze e sub-specie bufaline allevate in tutto il mondo.

In tal modo è stato possibile verificare come la nostra Bufala Mediterranea Italiana (BMI) si differenzia dalle altre popolazioni bufaline presenti nel continente europeo, specialmente rispetto alle popolazioni allevate in Ungheria, Romania e Bulgaria. Queste conoscenze vanno a tutto vantaggio della selezione e del corretto uso dei riproduttori per il miglioramento della BMI.

La selezione genomica della BMI - il punto della situazione

Il bufalo di tipo “River” è stato selezionato un po’ in tutto il mondo per la produzione di latte, ma mai attraverso programmi di selezione strutturati come in Italia. Rispetto ad altri Paesi, gli allevamenti bufalini presenti in Italia hanno da sempre mirato anche alla tutela di questa razza (riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal Mipaaf) per la salvaguardia delle sue peculiari caratteristiche produttive e in coerenza con gli obiettivi stabiliti dalla Politica Agricola Europea nei settori della riproduzione, ricostituzione e conservazione della biodiversità zootecnica. La selezione genetica della bufala di razza mediterranea italiana ed il sistema adottato fino ad oggi rappresentano il fiore all’occhiello della zootecnia italiana e bufalina in particolare. Il sistema di controlli realizzati secondo le norme dettate dal Mipaaf e l’applicazione degli standard stabiliti dall’ICAR (International Committee for Animal Recording), ha creato un notevole interesse nei Paesi in cui è allevata la specie, in particolare per la completezza e continuità dei dati registrati e per la funzione di controllo assegnata agli Enti Selezionatori.

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Figura 1: schema sulla gestione e qualità dei dati per la selezione genetica delle popolazioni bufaline in Italia e nel mondo

Al di là delle caratteristiche fenotipiche che differenziano le principali razze bufaline, uno degli obiettivi di ricerca a livello mondiale è sempre stato quello di capire e studiare quale struttura genetica si “nasconde” dietro al fenotipo. È infatti la struttura genetica che ci ha permesso di capire davvero quanto due individui siano simili e cosa determina, ad esempio, la loro capacità produttiva. L’ultimo decennio è stato ricco di novità in tal senso ed ha fornito strumenti innovativi (come, ad esempio, pannelli di marcatori ad alta densità) che hanno permesso di esplorare aspetti sino ad ora meno conosciuti attraverso l’utilizzo della genomica.

Come noto nel 2010 è partita un’iniziativa volta a sequenziare e caratterizzare l’intero genoma bufalino della razza Mediterranea Italiana, promossa dal Parco Tecnologico Padano di Lodi con la supervisione di ANASB. La sequenza completa del genoma bufalino è stata completata nel 2013 da parte del Water Buffalo Genome Consortium, ma il processo di annotazione, cioè quel lavoro che progressivamente colloca i diversi geni nella posizione precisa in cui si trovano sui diversi cromosomi, è tutt’ora in corso.

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Figura 2: Olimpia da Farfengo, la bufala di razza Mediterranea Italiana di cui è stato ricostruito l'intero genoma

Nel seguente schema sono riportate le principali tappe raggiunte dalla ricerca genomica nell’ultimo decennio, partendo dall’ottenimento della sequenza completa del genoma bufalino della BMI fino al recente utilizzo degli strumenti genomici innovativi, utili ad investigare la struttura e la diversità genetica delle popolazioni bufaline. Per maggiori approfondimenti rimandiamo all’interessante articolo di ANASB (Genomica: una lente di ingrandimento sul Bufalo Mediterraneo Italiano) pubblicato su Ruminantia.

Grazie agli studi più recenti è stato possibile visualizzare quali componenti genetiche caratterizzano le razze bufaline presenti nei territori intra ed extra europei e di stabilire anche la storia della loro formazione. In particolare, sono state evidenziate importanti differenze genetiche tra le principali razze bufaline allevate in Europa, distinguendo in maniera evidente la popolazione della BMI da quelle presenti in Ungheria, Bulgaria e Romania, come rappresentato graficamente nello schema seguente.

La selezione genomica della BMI – prossimi passi

Le attività avviate hanno l’obiettivo di genotipizzare il più elevato numero possibile di soggetti con i chip a DNA disponibili, per i quali siano accessibili anche dati anagrafici e fenotipici (produzioni, valutazioni morfologiche, ecc.), in modo da ottenere delle valutazioni genomiche stabili e affidabili.

Considerazioni finali

Grazie alle analisi eseguibili oggi sul genoma bufalino, risulta molto più facile ed immediato capire come si relazionano razze o sub-specie diverse e come utilizzare queste informazioni per pianificare una selezione in modo corretto, funzionale ed efficiente.

Uno dei prossimi obiettivi cui mira ANASB, in stretta collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, il CNR IBBA ed altri importanti atenei nazionali ed internazionali, sarà di ottenere la stima ed una prima applicazione degli indici genomici, capaci di predire già alla nascita (o prima) e con una migliore accuratezza il valore genetico di un soggetto. Questo grazie al contributo di informazioni sui profili genetici degli ascendenti ed alle correlazioni fra questi e le performance produttive e morfo-funzionali di tanti animali genotipizzati con dati registrati.

Tutto ciò rappresenta il primo fondamentale passo del processo di genotipizzazione della popolazione bufalina che consentirà di accedere a nuove conoscenze e informazioni a tutto vantaggio del corretto uso dei riproduttori per il miglioramento, la tutela e la valorizzazione della BMI in modo sempre più funzionale ed efficiente.

Le novità dell’Ufficio Studi ANASB. Le nuove frontiere del settore bufalino

Le novità dell'Ufficio Studi ANASB. Le nuove frontiere del settore bufalino

Il rinnovamento organizzativo e gestionale che ha interessato l’Associazione negli ultimi anni, rilanciando il ruolo di ANASB nel comparto, ha generato un nuovo interesse con un sensibile e continuo incremento della partecipazione da parte degli allevatori. Partendo dalle attività di selezione, favorendo la crescita del numero dei depositi di DNA, dei capi controllati e valutati, e ponendo al centro l’esigenza di strutturare l’Ufficio Studi in modo coerente e adeguato rispetto al valore patrimoniale, economico e sociale del settore bufalino.

Con l’ambizione e la consapevolezza di dover costituire un punto di riferimento per la comunità scientifica e gli allevatori, ANASB ha rafforzato e ampliato le proprie competenze tecniche nell’ambito dello studio e della ricerca con lo specifico obiettivo non solo di valorizzare il settore e soddisfare il fabbisogno di servizio e assistenza qualificata da fornire negli allevamenti, ma anche per affrontare, in un futuro ormai alle porte, la necessaria transizione dalla genetica alla genomica.

Le novità dell'Ufficio Studi ANASB. Le nuove frontiere del settore bufalino

In questo modo, partendo dallo studio degli effetti del piano di selezione realizzato negli ultimi trent’anni, utilizzando le analisi dei trend degli indici genetici relativi ai parametri produttivi delle bufale iscritte al Libro Genealogico, sono state introdotte nuove metodologie e avviati lavori di analisi e approfondimento, in particolare al fine di:

 

  • Stimare gli indici genetici relativi anche ai soggetti che presentano dati anagrafici mancanti, potendo così fornire una stima più accurata ed un maggior numero di capi indicizzati (gruppi genetici)
  • Evidenziare possibili correlazioni tra i valori delle cellule somatiche del latte con i principali caratteri legati alla mammella, in linea con l’obiettivo del nuovo indice di selezione aggregato IBMI
  • Aggiornare dati e informazioni inerenti ai caratteri morfologici della BMI che si sono modificati nel corso del tempo anche in funzione della direzione intrapresa ai fini del miglioramento genetico
  • Investigare sull’attuale situazione dei caratteri morfologici legati alla longevità funzionale ed alla fertilità delle bufale di razza mediterranea italiana (punti chiave e strategici per la competitività aziendale)

Per approfondire le pubblicazioni e conoscere le attività dell’Ufficio Studi Ricerca e Sviluppo di Anasb, clicca sui link a seguire.

CIPAB e il miglioramento genetico. Componente di successo dell’allevamento bufalino

CIPAB e il miglioramento genetico. Componente di successo dell’allevamento bufalino

Scegliere la qualità nell’innovazione è la sintesi puntuale della nostra filosofiaafferma il Presidente del CIPAB Gabriele Di Vuolo Morfologia, caratteri lattiferi, produzioni della famiglia sono i requisiti fondamentali che ricerchiamo nei soggetti che valorizziamo per l’inseminazione strumentale”.

Come noto, tra le attività istituzionali del CIPAB (Consorzio di Incremento Produttivo degli Allevamenti Bufalini), costituito per la maggior parte da allevatori iscritti al Libro Genealogico appartenenti alle regioni della Campania, del Lazio e della Puglia, ci sono il supporto e l’assistenza del lavoro dei consorziati nel settore dell’allevamento e della sanità animale, la valorizzazione e il miglioramento delle produzioni dell’allevamento, l’assistenza tecnica ed in particolare l’impegno nella promozione di una specifica attività: il miglioramento genetico della specie bufalina.

CIPAB e miglioramento genetico. La chiave del successo dell’allevamento moderno

Con le sue attività il Consorzio ha certamente contribuito in modo significativo alla diffusione della cosiddetta Inseminazione Strumentale (IS) promuovendo, con i Centri Tori, iniziative e campagne divulgative al fine di avviare di anno in anno i riproduttori che vengono abilitati alla fecondazione artificiale per il miglioramento genetico della specie.

La nuova spinta del CIPAB all'innovazione

“La base allevatoriale diffusa è la forza distintiva del nostro consorzio che ha permesso di selezionare per le prove di progenie di ANASB, con cura e attenzione, i migliori giovani torelli tra quelli appartenenti agli allevamenti dei nostri soci. Il miglioramento genetico è oggi considerato una delle chiavi del successo dell’allevatore. Ed è anche la nostra missione.” – dice il Presidente del CIPAB. 

Seguendo tale direzione, di recente il CIPAB ha effettuato una rilevazione del fabbisogno formativo di interesse diretto degli allevatori registrando una forte richiesta sia su argomenti tradizionali come la “Tecnica di mascalcia”, le “Tecniche di fecondazione” e la “Mungibilità”, che su temi di carattere manageriale finalizzati alla “Innovazione nella gestione del dato aziendale”.

CIPAB e miglioramento genetico. La chiave del successo dell’allevamento moderno

In stretta collaborazione con l’Università Federico II, e con gli Esperti (veterinari, agronomi e zoonomi), che operano nelle aziende, nel corso del 2021 il Consorzio intende proporre agli allevatori, in raccordo con ANASB, servizi integrati di formazione e informazione, organizzati utilizzando sia interventi a distanza che in campo, in grado di dare un’ulteriore spinta all’innovazione.

Il prezioso supporto che il Consorzio intende realizzare consiste nel rendere gli allevatori sempre più consapevoli della necessità di partecipare a percorsi formativi in cui l’aggiornamento professionale deve integrarsi ad altri fattori di successo di tipo gestionale volti alla selezione e al miglioramento genetico della Bufala Mediterranea Italiana.