Il 27 maggio, presso l’Agriturismo La Colombaia, si è svolta una giornata di confronto tecnico dedicata alla Bufala Mediterranea Italiana, con la partecipazione di AIA, AACM, ANASB e dei tecnici del Laboratorio AIA del Mezzogiorno.
Una giornata di lavoro, dialogo e condivisione per rafforzare la collaborazione tra le diverse componenti del Sistema Allevatori e valorizzare il ruolo dei controlli funzionali negli allevamenti bufalini.
L’incontro, promosso dall’Associazione Italiana Allevatori, dall’Associazione Allevatori della Campania e del Molise e dall’Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, ha rappresentato un momento importante di confronto tra tecnici impegnati nelle attività di raccolta, verifica e gestione delle informazioni provenienti dagli allevamenti di Bufala Mediterranea Italiana.
Al centro della giornata vi è stata la consapevolezza che il lavoro svolto quotidianamente in campo rappresenta una base fondamentale per il miglioramento genetico, per la gestione aziendale e per la crescita complessiva del comparto bufalino. I controlli funzionali, infatti, non sono soltanto uno strumento tecnico, ma un servizio a supporto degli allevatori e delle loro scelte produttive.
Nel corso degli anni, la quantità di dati raccolta sulla specie bufalina ha assunto un valore sempre più rilevante. Si tratta di un vero e proprio patrimonio tecnico e scientifico, costruito grazie al lavoro congiunto di allevatori, tecnici e associazioni. Un patrimonio che deve essere preservato, aggiornato e valorizzato, perché rappresenta una risorsa indispensabile per conoscere l’evoluzione della popolazione bufalina, orientare la selezione e sostenere le sfide future del settore.
La Bufala Mediterranea Italiana è oggi al centro di un comparto produttivo riconosciuto per qualità, identità territoriale e capacità imprenditoriale. Dalla produzione di latte alla Mozzarella di Bufala Campana, fino agli altri formaggi e alla carne di qualità, l’allevamento bufalino esprime un valore economico, culturale e zootecnico di grande rilievo.
In questo contesto, la sinergia tra AIA, strutture territoriali e ANASB assume un significato strategico. Il collegamento tra il lavoro svolto negli allevamenti, l’organizzazione dei servizi tecnici e l’attività di selezione permette di trasformare le informazioni raccolte in strumenti concreti per gli allevatori.
Le voci dei protagonisti
Augusto Calbi – Direttore dell’Associazione Allevatori della Campania e del Molise
“La presenza dei nostri Tecnici di Gestione Aziendale sul territorio e nelle aziende è fondamentale per le attività che svolgono. La raccolta dati in allevamento è importante non solo per le sue storiche finalità relative al miglioramento genetico, ma anche perché la loro interpretazione è imprescindibile per ogni azione legata alla gestione aziendale, produttiva e riproduttiva dell’allevamento.
L’aspetto più importante per il settore bufalino è l’interpretazione, la gestione e il trasferimento dei dati agli allevatori, ai consulenti aziendali, alle università, agli enti di ricerca e alle istituzioni, perché questo settore esprime una filiera di grande valore economico e produttivo.
Un’altra azione imprescindibile svolta dal Sistema Allevatori è il servizio di controllo mungitura, alla base del corretto funzionamento di ogni tipologia di impianto, da quelli tradizionali a quelli più innovativi. Non si tratta di un mero controllo meccanico, ma di una verifica puntuale e informatizzata, che analizza ogni fase della mungitura.
Il nostro lavoro nasce dall’essere presenti negli allevamenti, a fianco degli allevatori, per interpretare problematiche, esigenze e aspettative. È un dovere al servizio di un settore che ha una valenza economica, produttiva, occupazionale, sociale e di forte legame con le tradizioni, la cultura e i territori.
Oggi gli allevatori devono partire dalla grande tradizione della Mozzarella di Bufala e aprire le porte delle aziende, dimostrando che l’allevamento bufalino è gestito secondo criteri di sostenibilità ambientale e benessere animale. In questa importante sfida, il Sistema Allevatori, per la sua storia, le sue competenze e la capillarità della presenza sul territorio, è a loro supporto.”
Andrea Bassini – Direttore Tecnico di AIA
“Il valore principale del Sistema Allevatori sta nella capacità di tenere insieme competenze nazionali, presenza territoriale e specializzazione tecnica. AIA svolge un ruolo di coordinamento e indirizzo, le strutture territoriali garantiscono il rapporto quotidiano con gli allevatori, mentre le Associazioni Nazionali mettono a disposizione conoscenze specifiche sulle razze e sulle specie allevate.
Nel comparto bufalino questo coordinamento è particolarmente importante, perché parliamo di una filiera ad altissimo valore identitario, economico e produttivo per il Paese. Non è un settore marginale, ma una delle eccellenze zootecniche italiane più riconoscibili al mondo, strettamente legata ai territori, alla qualità delle produzioni e alla forza del Made in Italy agroalimentare.
Il Sistema Allevatori deve quindi funzionare come una rete unica: raccogliere dati, trasformarli in servizi, supportare le imprese, dialogare con le istituzioni e contribuire alla crescita ordinata della filiera, mettendo sempre al centro l’allevatore e la competitività dell’azienda.
Il Programma di Raccolta Dati del MASAF, conosciuto una volta come Controlli Funzionali, deve essere percepito sempre meno come un adempimento e sempre più come uno strumento gestionale. Nel caso della bufala, i dati produttivi, riproduttivi, sanitari e qualitativi possono aiutare l’azienda a migliorare l’efficienza, individuare criticità, valorizzare gli animali migliori, supportare le scelte di selezione e aumentare la qualità del latte destinato alla trasformazione.
Per accompagnare l’innovazione e la crescita del comparto bufalino servono tre direttrici principali: dati, assistenza tecnica e visione di filiera. Innovare non significa snaturare il modello bufalino italiano, ma renderlo più forte, più efficiente e più riconoscibile, tutelando una produzione che ha un valore unico al mondo.”
Gabriele Di Vuolo – Direttore di ANASB
“Il patrimonio di dati raccolto negli allevamenti rappresenta una risorsa strategica per il futuro della Bufala Mediterranea Italiana. Informazioni produttive, riproduttive, morfologiche, genealogiche e genomiche consentono di conoscere meglio la popolazione, valorizzarne le caratteristiche e orientare in modo sempre più preciso le scelte di selezione.
La selezione genetica, oggi supportata anche dagli strumenti genomici, può aiutare concretamente gli allevatori a migliorare produttività, qualità e sostenibilità degli allevamenti. L’obiettivo non è solo aumentare le performance produttive, ma individuare animali più efficienti, funzionali, longevi e adatti a sistemi di allevamento sempre più attenti al benessere animale e alla sostenibilità.
In questo percorso, ANASB intende svolgere un ruolo di raccordo e di supporto tecnico, mettendo a disposizione degli allevatori e dell’intero Sistema Allevatori le proprie competenze specifiche sulla razza. La collaborazione tra allevatori, tecnici, associazioni territoriali e AIA è fondamentale per trasformare i dati raccolti in strumenti utili, capaci di accompagnare le aziende nelle decisioni quotidiane e di rafforzare il valore della Bufala Mediterranea Italiana all’interno della filiera.
Il nostro impegno è continuare a lavorare insieme, con una visione condivisa, per rendere la selezione sempre più moderna, efficace e vicina alle esigenze degli allevatori, tutelando al tempo stesso l’identità, la qualità e il futuro di una razza simbolo della zootecnia italiana.”

