Società Agricola La Margherita: Fratelli Rega. La Storia

L’attività di allevamento Bufalino della famiglia Rega nasce nel 1992, traendo spunto dalla pluriennale esperienza nell’allevamento di vacche da latte, che ha caratterizzato la famiglia dalla fine del XIX secolo.

Il primo dei due insediamenti produttivi sorge a Ciorlano, piccolo comune campano al confine con il Molise, all’interno degli splendidi scenari naturalistici di quella che fu la reale riserva di caccia Borbonica di Torcino, da sempre annoverata tra i luoghi più belli ed incontaminati dell’intero “Regno delle Due Sicilie”. È proprio in questi luoghi che re Ferdinando IV, cagionevole di salute, riacquistò forza e vigore, dedicandosi alle passeggiate a cavallo e alla caccia.

Il concetto che ha portato alla creazione dell’azienda agricola parte dalle aule della prestigiosa Università di Scienze Agrarie di Portici, dove il fondatore Enrico Rega, allora studente, introdusse un totale rinnovamento nelle metodologie di produzione e di gestione delle aziende casearie.

L’allevamento rappresenta oggi una realtà innovativa per il suo settore, coniugando la più antica tradizione con concetti all’avanguardia come la sostenibilità e la responsabilità d’impresa. L’amore per l’allevamento e per la produzione casearia ereditata da Pasquale Rega – nonno del fondatore Enrico e famoso per i suoi prodotti già nel 1890 – è stato attualizzato con pratiche gestionali innovative. L’obiettivo fissato allora fu quello di creare un’azienda che potesse porre sul mercato un prodotto di qualità superiore, incentivando il rispetto per l’ecosistema, per gli animali e soprattutto per le persone.

Oggi tutto ciò si traduce nella Società Agricola la Margherita, gestita dai fratelli Luigi (32 anni) e Massimo (30 anni), e dalla sorella Maria Cristina (26 anni). Nell’azienda si lavora ogni giorno con amore, passione e dedizione, al fine di produrre il vero fiore all’occhiello dell’azienda, la mozzarella di Bufala Mediterranea Italiana BIOLOGICA D.O.P. Il metodo di allevamento Biologico certificato ha caratterizzato il focus della famiglia Rega che, nel 2012, si arricchisce e si amplia con la tenuta di Rocca D’Evandro dove ad oggi sono allevate circa 1600 bufale.

L’attenzione al benessere animale, partendo dal favorire per quanto più sia possibile l’estensione dell’allevamento e la nutrizione dei capi con una dieta priva di insilati e con basso apporto di proteine, rappresentano il core concept dell’azienda ed il potenziamento di queste prassi sarà alla base degli investimenti programmati per i prossimi anni. Il supporto reso dalla collaborazione con ANASB ha consentito un continuo miglioramento genetico sia per gli aspetti morfologici che per quelli produttivi, garantendo ottimi risultati per l’azienda biologica (che ha molte limitazioni rispetto a quello convenzionale).

Annesso ai 2 allevamenti la società ha realizzato il caseificio Ponte Reale “Gruppo Rega”, mantenendo la gestione familiare della struttura, ed è presente con i suoi prodotti sia sul territorio nazionale che in tutti i paesi dell’Europa occidentale, del Nord America e del Giappone.

Tenuta Vecchio Franco. La Storia

“L’ azienda denominata Società Agricola Semplice Tenuta Vecchio Franco, nasce quando mio padre negli anni ’80 decise di affacciarsi al mondo della zootecnia. La mia famiglia si è sempre dedicata all’agricoltura e mio padre, spinto dalla passione per questi splendidi animali, decise di acquistare una primissima bufala. Così giorno dopo giorno, ai piedi della collina di Altavilla Silentina, ha preso vita una piccola azienda bufalina che attualmente conta circa duecento bufale” – racconta Andreina Vecchio.

Andreina e le sue sorelle oggi conducono con grande dedizione l’azienda di famiglia, avendo ereditato con essa sin da piccole la grande passione per questa attività. Negli ultimi anni si sono dedicate agli investimenti e all’ammodernamento delle strutture: “[…]abbiamo puntato in primis nella tecnologia – dice Andreina – installando un nuovo impianto di mungitura, e nella sostenibilità ambientale con la produzione e l’utilizzo di energia rinnovabile”. 

“Il nostro rapporto associativo con ANASB risale al 2010, da sempre abbiamo effettuato selezione genetica con la raccolta dei dati prodottivi certificata dal sistema AIA. Negli ultimi anni, ci siamo molto avvicinate alla vita associativa grazie al lavoro svolto dagli esperti di razza: ci supportano con grande competenza e professionalità. Grazie alle valutazioni morfo-funzionali abbiamo la possibilità costante di conoscere al meglio le nostre bufale e di valorizzarle in tutto il loro potenziale con i dati ottenuti dalle valutazioni genetiche” – continua Andreina.

Società Agricola Semplice Tenuta Vecchio Franco11

I risultati del miglioramento genetico, infatti, non riguardano solo le caratteristiche morfologiche e quantitative del latte prodotto per singola bufala, ma si concentrano anche sulla resa della mozzarella senza tralasciare lo stato di salute e la longevità dell’animale, raggiungendo così alti gli standard di benessere.

“L’obiettivo futuro è sicuramente quello di migliorare l’azienda sempre di più, puntando soprattutto alla qualità della produzione di latte. Per raggiungerlo cerchiamo di formarci al meglio, grazie anche agli studi universitari. L’impegno e l’attenzione al benessere animale e alla sostenibilità ambientale sono sempre più alti, convinte che questi siano i veri pilastri di un’azienda zootecnica che vive in sinergia con la natura”.

BIG: Bufala Mediterranea Italiana – Tecnologie Innovative per il miglioramento genetico

La biodiversità rappresenta uno dei capisaldi dei Piani di Sviluppo Rurale sviluppati dal 2014 al 2020, sul quale hanno lavorato le associazioni di razza italiane in collaborazione con le più importanti Università del nostro Paese. Mantenere il più elevata possibile la biodiversità è stato l’obiettivo primario degli enti che salvaguardano le specie in via di estinzione, ma anche di tutti coloro che si occupano di selezione e miglioramento genetico. In assenza di biodiversità o variabilità genetica, infatti, non è possibile selezionare e fare progressi.

Gli ultimi progetti legati ai finanziamenti europei di piani di sviluppo rurale nazionale hanno dato nuovo impulso alla ricerca non solo nelle grandi razze bovine da latte come la Frisona, ma anche nelle razze da carne, a duplice attitudine e nella Bufala Mediterranea Italiana, con l’obiettivo comune di sviluppare nuovi strumenti selettivi e conoscenze a disposizione degli allevatori, per costruire mandrie in cui la biodiversità viene mantenuta e preservata, il benessere migliorato e l’impatto ambientale diminuito, ossia le basi per l’allevamento sostenibile.

ANASB, con il Dipartimento Medicina Veterinaria e Produzioni Animali (DMVPA) dell’Università Federico II di Napoli è capofila del Progetto BIG – Bufala Mediterranea Italiana – Tecnologie Innovative per il Miglioramento Genetico, presentato nel 2020 nell’ambito del Programma Sviluppo Rurale Nazionale Biodiversità – Sottomisura 10.2 ed approvato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) nel 2021. Tale progetto è coadiuvato dal supporto tecnico/scientifico di partner leader nel settore ed in particolare:

  • l’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria (IBBA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR);
  • l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM);
  • il Consorzio Incremento Produttivo Allevamenti Bufalini (CIPAB);
  • il Dipartimento di Agronomia Animali Alimenti Risorse naturali e Ambiente – DAFNAE – Università di Padova.

Il progetto, di durata triennale (2020 – 2023), ha come scopo il miglioramento genetico di caratteri innovativi legati alla resistenza/resilienza a patologie (brucellosi, tubercolosi, paratubercolosi, emimelia trasversa), alla sostenibilità ambientale (efficienza alimentare, emissioni in atmosfera), alla qualità delle produzioni (caseificazione), alla valorizzazione della produzione della carne come prodotto secondario (ad esempio muscolosità e BCS) ed il mantenimento della variabilità genetica nella razza bufala Mediterranea Italiana attraverso il controllo dell’inbreeding e la costituzione di una biobanca di materiale seminale maschile e embrioni.

Il tutto si svolgerà attraverso 10 azioni, suddivise tra i vari partner, con i seguenti obiettivi:

  1. Realizzazione di una nuova scheda per la valutazione morfologica realizzata su nuovi descrittori biometrici da rilevare in 900 aziende.
  2. Analisi genomiche su circa 6000 soggetti; sequenziamento completo del DNA di 20 soggetti; caratterizzazione di una serie di mutazioni genetiche; analisi cariologica di 24 tori.
  3. Report e pipeline per il controllo interno dei dati analizzati (pedigree, quanti-qualitativi, molecolari, genetici e genomici).
  4. Sviluppo di numerosi indici genetici di seguito alcuni: 3 indici genetici per caratteri riproduttivi; 8 per caratteri funzionali come lo studio della persistenza di lattazione; 3 per caratteri innovativi come lo studio delle emissioni metano.
  5. Studio e rilievo di dati fenotipici relativi alla sostenibilità ambientale, al benessere animale e alla efficienza alimentare. Sarà inoltre prodotto un piano di accoppiamento ad hoc.
  6. Monitoraggio della variabilità genetica e della parentela utilizzando dati di pedigree e dati genomici.
  7. Valutazione della prevalenza delle zoonosi nei diversi allevamenti/province/regioni.
  8. Campionamento di materiale biologico su 6000 soggetti da destinare alle analisi di fenotipi innovativi.
  9. Realizzazione di un database relazionale contenente tutti i dati raccolti durante il progetto, che verranno elaborati mediante modelli statistici avanzati. Realizzazione di 7 indici aggregati.
  10. Attività di disseminazione dei risultati ottenuti tramite un portale web dedicato al progetto, newsletter, materiale informativo e attraverso l’organizzazione di eventi al fine di dare massima diffusione al comparto bufalino su tutto il territorio nazionale.

L’obiettivo principale del progetto BIG si focalizza sulla possibilità di gettare le basi per il passaggio rivoluzionario che si potrà effettuare da quella che oggi è la selezione genetica a quella che domani sarà la selezione genomica della Bufala Mediterranea Italiana.


I principali vantaggi ottenibili dai piani di selezione genomica sono rappresentati da:

  • Rapido aumento del progresso genetico (grazie all’enorme accorciamento dell’intervallo generazionale);
  • Possibilità di selezionare anche per caratteri diversi da quelli esclusivamente produttivi (sanità, fertilità, efficienza produttiva, conversione alimentare, produzioni di gas serra);
  • Maggiore accuratezza e attendibilità delle valutazioni genetiche
    Migliore programmazione degli accoppiamenti.

Con l’attuazione e lo svolgimento del progetto BIG si potrà assistere ad un passo unico e fondamentale per il settore bufalino del nostro Paese, potendo davvero segnare la strada per il futuro del miglioramento genetico della Bufala Mediterranea Italiana.

Rinnovo del Consiglio Direttivo ANASB

ANASB
ANASB

A seguito della III Assemblea Generale dei Soci tenutasi a Caserta presso l’Hotel Royal il 2 luglio 2021 ed al successivo Consiglio Direttivo del 9 luglio 2021, è stato rinnovato il Consiglio Direttivo ANASB per il triennio 2021-2024.

Il Consiglio è rappresentativo degli allevatori bufalini presenti in tutta Italia e si compone dei seguenti membri:

Palmieri Nicola – Presidente al suo secondo mandato, imprenditore della Tenuta Vannulo, sita in Capaccio Paestum (SA), socio ANASB dal 2001.

Di Vuolo Gabriele – Vicepresidente al suo secondo mandato, imprenditore dell’azienda agricola Di Vuolo Pietro e Nunziante, sita in Cancello ed Arnone (CE), socio ANASB dal 2013.

Cirillo Pasquale – Consigliere al suo secondo mandato, imprenditore dell’azienda Don Giovanni (e altre associate), sita in Cancello ed Arnone (CE), socio ANASB dal 2014.

D’Ausilio Francesco – Consigliere già presidente ANASB, imprenditore dell’azienda agricola Casabianca, sita a Fondi (LT), socio ANASB dal 1991.

De Prosperis Davide – Consigliere al suo secondo mandato, imprenditore dell’azienda omonima, sita ad Amaseno (FR), socio ANASB dal 1990.

Di Bari Massimo – Consigliere al suo secondo mandato, imprenditore della società agricola Il Parco, sita a San Giovanni Rotondo (FG), socio ANASB dal 1995.

Massari Ilaria – Consigliere al suo primo mandato, imprenditrice della società agricola Gerlosi, sita ad Izano (CR), socia ANASB dal 1992.

Rega Luigi – Consigliere al suo primo mandato, imprenditore della società agricola La Margherita, sita a Ciorlano (CE), socio ANASB dal 2020.

Vecchio Andreina – Consigliere al suo primo mandato, imprenditrice della Tenuta Vecchio Franco, sita ad Altavilla Silentina (SA), socia ANASB dal 2020.

Prove di Progenie 2020/2021

Anche quest’anno, sulla base dei lavori della Commissione Tecnica Centrale e degli Uffici ANASB, sono stati individuati 10 nuovi tori da utilizzare all’interno delle prove di progenie. Gli allevatori che aderiscono al piano, oltre ai nuovi tori, possono utilizzare 5 tori scelti nei cicli precedenti entrati recentemente in produzione.

Vi comunichiamo che è ancora possibile partecipare alla prova e acquistare le dosi di seme dei tori ad un prezzo concordato con i Centri Tori. In seguito alle richieste di chiarimento pervenute da alcuni allevatori ricordiamo che l’adesione al piano prevede l’acquisto di seme di almeno due tori da utilizzare su due gruppi di bufale, anche di piccole dimensioni. Gli interventi fecondativi possono essere effettuati in giorni diversi, e non obbligatoriamente in uno stesso momento.

I torelli selezionati sono:

Per maggiori dettagli e ulteriori informazioni potete contattare gli esperti di razza e i nostri uffici ai seguenti riferimenti. Per informazioni sulle caratteristiche dei soggetti in prova, rimandiamo al video di presentazione qui sotto:

Un nuovo passo importante per la BMI

Un nuovo passo importante per la BMI_Anasb

Di recente sono emerse importanti e fondamentali novità nel campo della ricerca scientifica applicata al settore bufalino. Grazie agli studi effettuati nell’ambito della genomica – che consente di studiare l’organizzazione e la struttura dei geni di un organismo nel contesto dell’intero genoma – oggi è infatti possibile distinguere le diverse razze e sub-specie bufaline allevate in tutto il mondo.

In tal modo è stato possibile verificare come la nostra Bufala Mediterranea Italiana (BMI) si differenzia dalle altre popolazioni bufaline presenti nel continente europeo, specialmente rispetto alle popolazioni allevate in Ungheria, Romania e Bulgaria. Queste conoscenze vanno a tutto vantaggio della selezione e del corretto uso dei riproduttori per il miglioramento della BMI.

La selezione genomica della BMI - il punto della situazione

Il bufalo di tipo “River” è stato selezionato un po’ in tutto il mondo per la produzione di latte, ma mai attraverso programmi di selezione strutturati come in Italia. Rispetto ad altri Paesi, gli allevamenti bufalini presenti in Italia hanno da sempre mirato anche alla tutela di questa razza (riconosciuta ufficialmente nel 2000 dal Mipaaf) per la salvaguardia delle sue peculiari caratteristiche produttive e in coerenza con gli obiettivi stabiliti dalla Politica Agricola Europea nei settori della riproduzione, ricostituzione e conservazione della biodiversità zootecnica. La selezione genetica della bufala di razza mediterranea italiana ed il sistema adottato fino ad oggi rappresentano il fiore all’occhiello della zootecnia italiana e bufalina in particolare. Il sistema di controlli realizzati secondo le norme dettate dal Mipaaf e l’applicazione degli standard stabiliti dall’ICAR (International Committee for Animal Recording), ha creato un notevole interesse nei Paesi in cui è allevata la specie, in particolare per la completezza e continuità dei dati registrati e per la funzione di controllo assegnata agli Enti Selezionatori.

Un nuovo passo importante per la BMI_Anasb
Figura 1: schema sulla gestione e qualità dei dati per la selezione genetica delle popolazioni bufaline in Italia e nel mondo

Al di là delle caratteristiche fenotipiche che differenziano le principali razze bufaline, uno degli obiettivi di ricerca a livello mondiale è sempre stato quello di capire e studiare quale struttura genetica si “nasconde” dietro al fenotipo. È infatti la struttura genetica che ci ha permesso di capire davvero quanto due individui siano simili e cosa determina, ad esempio, la loro capacità produttiva. L’ultimo decennio è stato ricco di novità in tal senso ed ha fornito strumenti innovativi (come, ad esempio, pannelli di marcatori ad alta densità) che hanno permesso di esplorare aspetti sino ad ora meno conosciuti attraverso l’utilizzo della genomica.

Come noto nel 2010 è partita un’iniziativa volta a sequenziare e caratterizzare l’intero genoma bufalino della razza Mediterranea Italiana, promossa dal Parco Tecnologico Padano di Lodi con la supervisione di ANASB. La sequenza completa del genoma bufalino è stata completata nel 2013 da parte del Water Buffalo Genome Consortium, ma il processo di annotazione, cioè quel lavoro che progressivamente colloca i diversi geni nella posizione precisa in cui si trovano sui diversi cromosomi, è tutt’ora in corso.

Un nuovo passo importante per la BMI_Anasb
Figura 2: Olimpia da Farfengo, la bufala di razza Mediterranea Italiana di cui è stato ricostruito l'intero genoma

Nel seguente schema sono riportate le principali tappe raggiunte dalla ricerca genomica nell’ultimo decennio, partendo dall’ottenimento della sequenza completa del genoma bufalino della BMI fino al recente utilizzo degli strumenti genomici innovativi, utili ad investigare la struttura e la diversità genetica delle popolazioni bufaline. Per maggiori approfondimenti rimandiamo all’interessante articolo di ANASB (Genomica: una lente di ingrandimento sul Bufalo Mediterraneo Italiano) pubblicato su Ruminantia.

Grazie agli studi più recenti è stato possibile visualizzare quali componenti genetiche caratterizzano le razze bufaline presenti nei territori intra ed extra europei e di stabilire anche la storia della loro formazione. In particolare, sono state evidenziate importanti differenze genetiche tra le principali razze bufaline allevate in Europa, distinguendo in maniera evidente la popolazione della BMI da quelle presenti in Ungheria, Bulgaria e Romania, come rappresentato graficamente nello schema seguente.

La selezione genomica della BMI – prossimi passi

Le attività avviate hanno l’obiettivo di genotipizzare il più elevato numero possibile di soggetti con i chip a DNA disponibili, per i quali siano accessibili anche dati anagrafici e fenotipici (produzioni, valutazioni morfologiche, ecc.), in modo da ottenere delle valutazioni genomiche stabili e affidabili.

Considerazioni finali

Grazie alle analisi eseguibili oggi sul genoma bufalino, risulta molto più facile ed immediato capire come si relazionano razze o sub-specie diverse e come utilizzare queste informazioni per pianificare una selezione in modo corretto, funzionale ed efficiente.

Uno dei prossimi obiettivi cui mira ANASB, in stretta collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, il CNR IBBA ed altri importanti atenei nazionali ed internazionali, sarà di ottenere la stima ed una prima applicazione degli indici genomici, capaci di predire già alla nascita (o prima) e con una migliore accuratezza il valore genetico di un soggetto. Questo grazie al contributo di informazioni sui profili genetici degli ascendenti ed alle correlazioni fra questi e le performance produttive e morfo-funzionali di tanti animali genotipizzati con dati registrati.

Tutto ciò rappresenta il primo fondamentale passo del processo di genotipizzazione della popolazione bufalina che consentirà di accedere a nuove conoscenze e informazioni a tutto vantaggio del corretto uso dei riproduttori per il miglioramento, la tutela e la valorizzazione della BMI in modo sempre più funzionale ed efficiente.

Caseificio Cicatelli. La Storia

Caseificio Cicatelli. La Storia

“Mi chiamo Loris Cicatelli e sono nato nel 1975 da una famiglia di agricoltori. Fin da piccolo aiutavo la mia famiglia nella coltivazione dei campi. Crescendo questo mestiere mi ha appassionato sempre più, fino a consentirmi di dare vita a diverse aziende nel settore agroalimentare.”  É proprio l’amore ed il rispetto per la natura in tutte le sue forme e colori che spinge Loris Cicatelli a seguire gli studi agrari presso l’Istituto Tecnico di Eboli (SA). Una volta raggiunta la maturità, decide di dedicarsi alla vendita di prodotti caseari e insieme all’aiuto del fratello Adriano, nel marzo del 2009, fonda un caseificio per la produzione di mozzarella di bufala: Caseificio Cicatelli.

Caseificio Cicatelli, situato in un antico casale di famiglia, nel verde dell’oasi WWF di Persano, e circondato uno splendido uliveto, si concentra solo sulla produzione di prodotti di alta qualità, ricercando continuamente quel sapore senza tempo, tipico di una produzione che predilige la qualità sulla quantità. Così, in pochi anni, la produzione passa dalla lavorazione di 100 litri di latte di bufala al giorno a 5000 litri.

Da qui nasce l’idea di coronare il sogno del mio percorso formativo, creando un’azienda bufalina tutta mia” – racconta Loris Cicatellila mia missione da sempre è stata quella di allevare bufale nel rispetto del benessere animale e di selezionare solo i soggetti migliori”.

Sin dalla nascita l’azienda Cicatelli è associata ANASB. Contribuisce al miglioramento genetico con la raccolta dei dati produttivi certificati, con le valutazioni morfologiche e con il deposito di DNA della mandria allevata. Seleziona, inoltre, attraverso l’impiego dell’inseminazione strumentale al 100%, “[…]perché solo così” – afferma Loris Cicatelli“è stato possibile accelerare il progresso genetico della stalla”.

Cascina Le Copette. La Storia

Cascina Le Copette è un allevamento bufalino situato nella provincia di Torino la cui storia nasce nel 1978 quando la famiglia Bergia decide di acquistare i terreni e costruire una piccola stalla per allevare bovini da latte. “Nel 2002 abbiamo deciso di mutare l’azienda e di investire nel settore dell’allevamento bufalino. A quei tempi fu una forte scommessa perché la bufala si allevava principalmente al sud, in un clima caldo- umido differente da quello piemontese” – racconta Tiziano Bergia – “abbiamo iniziato con 45 bufale e con il passare del tempo, quasi senza rendercene conto, siamo cresciuti sempre di più”.

Una scommessa che si rivela vincente e che nel 2009 apre nuove strade quando partecipando al Bando PSR Sviluppo Rurale Insediamento Giovani prende avvio un ulteriore progetto di sviluppo: un caseificio per la trasformazione del latte in mozzarella e derivati. Nasce, quindi, Caseificio Le Copette.

Le Copette_azienda bufalina_Anasb
Le Copette_azienda bufalina_Anasb

Nello stesso periodo vengono svolti diversi interventi di ammodernamento delle strutture: come il cambio da lettiera permanente a cuccetta e l’ampliamento dei paddock. L’azienda decide allora di concentrarsi anche sulla selezione genetica avviando il rapporto associativo con ANASB. Grazie al supporto tecnico dell’ente, al rilievo dei dati produttivi, alla visita annuale dell’esperto di razza, ed unitamente alle figure professionali presenti nell’allevamento,  Le Copette arriva a contare 500 capi.

Le Copette_azienda bufalina_Anasb

Alleviamo i nostri animali con attenzione, punto centrale è il loro benessere” – dice Tiziano Bergia – “l’alimentazione delle bufale è curata nei minimi particolari, poiché un’alimentazione sana ed equilibrata è il primo passo verso la produzione di un latte che abbia caratteristiche tali da produrre latticini di alta qualità. Ecco perché ci occupiamo direttamente della lavorazione dei campi per la produzione di materie prime da destinare all’alimentazione delle nostre bufale.”

Le Copette_azienda bufalina_Anasb

Nel 2016 Le Copette intraprende una nuova sfida: allevare anche i bufali maschi per la produzione di carne da destinare alla trasformazione o alla vendita sottovuoto. Attualmente presso i suoi punti vendita sono disponibili svariati prodotti (carne fresca in sottovuoto e prodotti trasformati) la cui richiesta è sempre in aumento.

L’azienda Rinna. La Storia

L’azienda Rinna. La Storia1

“Quando l’Azienda Rinna è stata ereditata nel 1993 da mio padre, Pietro Rinna – racconta Salvatore Rinna – contava circa 15 capi bufalini e un totale di circa dieci ettari di terra.”

Negli anni a venire l’azienda e il suo allevamento crescono, acquistando territori limitrofi e passando agli attuali 150 ettari di terreno. Anche il numero del bestiame aumenta, e nel giro di pochi anni passa a circa 1.150 capi bufalini allevati per la totale produzione di latte da destinare alla trasformazione in mozzarella di bufala.

Ma è nel 1995 che, con la sentita esigenza di valorizzare il proprio prodotto che prende vita un nuovo, brillante progetto: La Stella di Amaseno, un caseificio ad hoc per la produzione di mozzarella. Ancora oggi sito in Pratica, provincia di Frosinone.

La Stella di Amaseno. Azienda Rinna

L' azienda Rinna. Oggi

Con il tempo, il management e le strutture si sono ulteriormente sviluppate. Oggi, difatti, l’azienda consiste in due allevamenti bufalini, uno ad Amaseno (FR) ed uno a Pontinia (LT) e dal 2010 ne fanno parte anche i miei figli, Marco e Fabrizio .

Da qualche anno, inoltre, l’Azienda Rinna è socio di ANASB. Ciò permette di svolgere un lavoro che comprende il rilievo delle produzioni e quindi il monitoraggio dei diversi andamenti qualitativi e quantitativi, le valutazioni morfologiche delle bufale in produzione e dei tori abilitati alla monta naturale ed il miglioramento genetico della mandria. Anche l’utilizzo della tecnica dell’Inseminazione Strumentale ha visto un ampio utilizzo per velocizzare le tempistiche del progresso genetico.

Il nostro allevamento ha regole di base che si fondano sul rispetto del benessere animale e della sostenibilità ambientale, requisiti essenziali per una corretta gestione dei capi in allevamento e funzione della qualità delle produzioni.” afferma Salvatore Rinna.

“E’ il territorio di Amaseno che consente tutto ciò – sottolinea con orgoglio Salvatore – il nostro luogo conserva ancora una visione rurale del territorio, integrandosi perfettamente con le attività agricole e agro-artigianali connesse all’allevamento della bufala. Ed è proprio la bufala che assicura vitalità e progresso alle comunità locali e che influenza sapientemente le usanze del posto. La bufala è un’inimitabile risorsa zootecnica che assicura la continuità delle tradizioni e lo sviluppo di nuove attività.”

Masseria delle Rose. La Storia

Masseria delle Rose. La Storia

“Masseria delle Rose nasce nei primi anni del 1900 per mano del mio bisnonno, Arturo Noviello o addirittura di suo padre, Carmine, il che la farebbe collocare alla fine dell’800” – racconta Michela Noviello.

Un’azienda bufalina inizialmente costituita da solo 50 capi che riuscì a svilupparsi a tal punto da sostenere l’acquisto di altre 2 aziende. Una a Carinola e l’altra a Castel Volturno. Masseria delle Rose, nel contesto storico della sua nascita, si occupava anche della trasformazione del latte, producendo, quindi, la mozzarella di bufala campana.

Masseria delle Rose. Azienda Bufalina

“Arturo Noviello dedicò la vita all’azienda, alla famiglia e al bene comune. Grande imprenditore e Sindaco di Castel Volturno, morì assassinato il 17 dicembre del 1958.  E la sua uccisione suscitò grande scalpore.” – racconta la Noviello Masseria è il prodotto di una conduzione contraddistinta da grande responsabilità a cui è stata sotteso l’amore e il rispetto per la terra.”

Salvatore Noviello, nelle cui mani passò l’azienda, si dedicò anche ad altre attività: come la costituzione della PLB, Cooperativa di Produttori di Latte Bufalino, di cui fu Presidente. Lo stesso ruolo che ricoprì per l’Associazione Allevatori della provincia di Caserta. Salvatore Noviello credeva molto nella cooperazione degli allevatori zootecnici, dei produttori di materia prima e la creazione di quella cooperativa fu una novità importante perché la zootecnia.

Masseria delle Rose. Azienda Bufalina

Un successivo ricambio generazionale ci porta ai giorni d’oggi. Arturo Noviello (figlio di Salvatore) eredita Masseria delle Rose e con grande impegno e dedizione ne incrementa il patrimonio zootecnico e terriero, consapevole della sua particolare importanza per l’alimentazione della mandria. “Ciò garantisce uno stato di salute eccellente e una qualità superiore del latte, che si è delineata in una resa alla caseificazione eccellente, sfiorando i 28 punti come media nel 2016 e i 29 punti come media nel 2018.” – precisa Michela Noviello.

Masseria delle Rose. Oggi

Nell’ultima decade, con l’ingresso di Salvatore e Michela Noviello ogni segmento fondamentale dell’azienda viene curato da una prospettiva diversa che, grazie alla sinergia delle capacità acquisite ed ereditate, porta ad un risultato curato al massimo del suo potenziale.  

Masseria delle Rose. Azienda Bufalina

Complice del successo di questa realtà imprenditoriale è anche il contributo di ANASB che, attraverso l’erogazione di una serie di servizi, assiste Masseria delle Rose nel miglioramento genetico della mandria.

Sul futuro di Masseria delle Rose Michela Noviello ha le idee chiare: Immagino un’azienda che sfrutti la tecnologia nel miglior modo possibile, e il miglior modo possibile che conosco è il rispetto del benessere degli animali. Immagino un ‘azienda dove ogni capo è trattato come singolo.”