Presidente Palmieri, gli incontri di fine anno 2025 di ANASB hanno segnato un cambio di passo importante. Qual era l’obiettivo principale di questi appuntamenti?
«L’obiettivo era creare due momenti di confronto veri, concreti e complementari, capaci di parlare a tutto il sistema bufalino. Volevamo superare il classico schema dell’evento frontale e costruire un nuovo format che mettesse insieme istituzioni, tecnici, allevatori e mondo scientifico, partendo da una riflessione sul presente per arrivare a delineare con chiarezza le sfide future del comparto.»
Il primo incontro si è svolto in una sede molto particolare, l’Abbazia di Fossanova. Che significato ha avuto questa scelta?
«La scelta dell’Abbazia di Fossanova non è stata casuale. Oltre al valore simbolico e culturale della location, volevamo dare un segnale forte: il sistema bufalino è parte integrante del territorio e della sua storia. In quell’occasione abbiamo fatto il punto sul comparto nel suo insieme, affrontando punti di forza e criticità, dal ruolo della selezione genetica all’importanza della qualità del latte, dei controlli funzionali e della raccolta dati come strumenti fondamentali per guidare le scelte aziendali, sia dal punto di vista tecnico che economico.»
Nel corso dell’incontro è emersa con forza anche la necessità di una maggiore integrazione di filiera.
«Assolutamente sì. Il confronto con il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP ha evidenziato quanto sia strategico rafforzare il rapporto tra allevatori e trasformatori DOP. Solo attraverso una filiera più coesa possiamo affrontare in modo strutturato la gestione del latte, il posizionamento sul mercato interno ed estero e il dialogo con la GDO. È una sfida che richiede visione, collaborazione e responsabilità condivisa.»
Il secondo appuntamento, presso l’Azienda Improsta, ha introdotto un format ancora più innovativo. Cosa ha rappresentato la gara di valutazione morfo-funzionale?
«È stato un momento storico per la Bufala Mediterranea Italiana. La gara di valutazione morfo-funzionale mancava da molti anni e riportarla al centro è stato per noi un segnale fortissimo. Non l’abbiamo pensata come una semplice competizione, ma come un vero momento di alta formazione sul campo. Allevatori, tecnici e veterinari si sono confrontati direttamente sugli animali, condividendo criteri di valutazione, osservazioni e competenze. L’entusiasmo e la partecipazione che abbiamo visto ci confermano che questa è la strada giusta.»
Questo evento ha avuto anche una forte valenza identitaria per il settore.
«Sì, perché ha rafforzato il senso di appartenenza e la consapevolezza del valore della nostra razza. La partecipazione è stata ampia e sentita, segno che il settore aveva bisogno di un momento come questo. L’idea è che la gara di valutazione diventi l’inizio di un percorso strutturato e continuo, capace di entrare stabilmente nelle stalle bufaline come momento di crescita tecnica e culturale.»
Durante la giornata di Improsta si è parlato anche di diversificazione produttiva. Perché è un tema così centrale?
«Perché rappresenta una delle chiavi della sostenibilità futura. Le testimonianze degli allevatori che hanno presentato progetti legati alla birra da siero di latte, ai formaggi di bufala e ai prodotti a base di carne bufalina hanno dimostrato che è possibile creare valore oltre la mozzarella. La diversificazione rende le aziende più resilienti, riduce la dipendenza da un unico mercato e permette di affrontare meglio le oscillazioni del settore.»
Guardando al 2025, quali traguardi ritiene più significativi per ANASB?
«È stato un anno intenso e molto positivo. Abbiamo raggiunto risultati importanti: il successo del Corso Esperti, lo sviluppo della reportistica personalizzata per ciascun allevamento, l’incremento delle visite aziendali, la presenza costante in fiere, convegni e congressi e un grande lavoro di comunicazione che ha avvicinato sempre più allevatori ai servizi ANASB. Tutto questo ha rafforzato il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento tecnico e scientifico per il comparto.»
E per il 2026 quali sono le principali novità in programma?
«Il 2026 sarà un anno di ulteriore consolidamento e sviluppo. Abbiamo previsto una nuova calendarizzazione degli indici genetici, una riduzione dei costi per le analisi genomiche, il potenziamento delle attività di consulenza e l’avvio di nuovi corsi di formazione. Stiamo inoltre lavorando su accordi di collaborazione con Paesi esteri, perché il confronto internazionale è fondamentale per crescere, come dimostra anche l’appuntamento del World Buffalo Congress 2026.»
In conclusione, che messaggio desidera lanciare al mondo della bufala?
«Il messaggio è chiaro: il futuro della Bufala Mediterranea Italiana passa attraverso selezione consapevole, dati, formazione e collaborazione. Con questi eventi abbiamo voluto dimostrare che ANASB non organizza semplicemente incontri, ma costruisce percorsi di crescita reale per il settore. Il nostro impegno è continuare su questa strada, mettendo sempre gli allevatori al centro e lavorando insieme per uno sviluppo solido, moderno e condiviso.»
