RAZZA MEDITERRANEA ITALIANA

È nella grande famiglia del tipo River che si inquadra la bufala allevata in Italia che fino a pochi anni fa era definita bufalo di tipo mediterraneo e che oggi è riconosciuta come razza Mediterranea Italiana. Tale traguardo è stato raggiunto grazie al lungo isolamento ed alla mancanza di incroci con bufale appartenenti allo stesso gruppo o a gruppi diversi allevati in altri paesi del mondo. Ciò ha permesso, quindi, una evidente differenziazione morfo-funzionale di seguito analizzata.


CARATTERI MORFOLOGICI DELLA BUFALA MEDITERRANEA ITALIANA

  TESTA: armonica, leggermente allungata, con ampio sincipite a profilo convesso, coperto di peli folti. Fronte breve e larga con profilo convesso molto accentuato nel maschio, naso largo e lungo a profilo rettilineo; padiglioni auricolari larghi e spessi, portati orizzontalmente con apertura in avanti, rivestiti di peli corti e radi all’esterno e lunghi ed abbondanti all’interno. Occhi grandi, neri, ravvicinati, vivaci, mobili con sopracciglia e ciglia lunghe. Bocca larga con mascelle forti. Musello ampio, nero, con narici molto sviluppate e mobili.

CORNA: di colore bruno, simmetriche, lunghe cm 50-60 nel maschio e più nella femmina, dirette lateralmente ed all’indietro, sezione alla base triangolare nei maschi ed ovale nelle femmine, con solchi e rilievi trasversali sulla faccia craniale.

COLLO: poco voluminoso nella femmina, ricco di pliche verticali, con margine dorsale leggermente incavato e ventrale rettilineo, convesso e privo di giogaia.

PETTO: forte ed ampio per contribuire ad aumentare la cavità toracica, con plica cutanea a forma di borsa (c.d. punta di petto) voluminosa, più o meno carnosa negli animali anziani di entrambi i sessi..

GARRESE: esteso, lungo e bene arcuato, non molto largo, con rilievo mediano in corrispondenza delle apofisi spinose delle vertebre dorsali più pronunciato nei maschi.

DORSO: lungo, largo, armonicamente fuso con le regioni adiacenti.

GROPPA: armonicamente sviluppata, tendente alla forma quadrata. Lievemente inclinata verso il posteriore con vertebre sacrali e coccigee leggermente rilevate ma non alte; attacco della coda non rientrato.

CODA: larga alla base, giustamente lunga.


TORACE: largo e profondo, armonicamente fuso con le regioni adiacenti.

SPALLE: forti e ben attaccate.

LOMBI: larghi, robusti, allineati con il dorso.

ADDOME: voluminoso ma non cadente, fuso col torace.

FIANCHI: pieni e profondi.

ARTI: brevi nella porzione libera e ben muscolosi; in appiombo ben distanziati. Garretti forti larghi, con leggera angolatura; unghioni ben serrati e compatti, con suola alta, specie al tallone. Pastoie corte e forti.

MANTELLO
E PIGMENTAZIONE: mantello dal bruno chiaro (aleardo) al marrone bruciato quasi nero, di colore più carico in corrispondenza della parte anteriore del tronco; peli radi, lunghi, più abbondanti nella parte libera degli arti. Talora sono presenti peli bianchi in fronte e sulla parte terminale del fiocco della coda e balzane a uno o più arti.

PELLE: di colore ardesia o grigio scuro che scolora verso il rosso in corrispondenza delle pliche cutanee, specialmente nelle facce interne delle cosce e dell’attaccatura della mammella; musello, contorno degli occhi, orecchie, ano, vulva, prepuzio, scroto e unghioni neri.

MAMMELLA
: ben conformata, distesa in avanti, di tessitura morbida, spugnosa, elastica, con pelle fine, untuosa e glabra, caudalmente ricca di pliche dopo la mungitura. Quarti regolari ed armonicamente sviluppati. capezzoli piuttosto lunghi, ben distanziati, verticali, vene addominali grosse ad andamento sinuoso, con fontane ampie, vene mammarie ben rilevate e visibili.

I difetti più gravi riguardano:

1. la statura: se i soggetti sono piccoli, avendo una capacità toracica ridotta, non daranno mai ottime produzioni;

2. la testa: se voluminosa, è indice di in animale grossolano ed essendo un carattere ereditario può causare problemi al parto;

3. tronco e spalle: se leggeri sono un grave difetto;

4. groppa: se inclinata troppo all’indietro può determinare facilmente prolassi;

5. linea dorsale: è un difetto se presenta una marcata insellatura;

6. arti posteriori: se pesanti e grossi è ridotto lo spazio per un buon attacco della mammella e quindi non sarà una buona lattifera; se leggeri vuol dire che l’animale è debole;

7. mammella: la sua corretta morfologia è correlata con la produttività. Nel confronto bufala/vacca, nella prima è evidente la minore proiezione anteriore e un attacco posteriore più basso. Infatti, se i quarti anteriori sono più globosi si può verificare un rilassamento dei legamenti con conseguente sbilanciamento. I quarti posteriori possono presentare uno sviluppo ridotto, se è stretta non aderisce bene agli arti ed è quindi traballante. Se i legamenti sono deboli ci possono essere dei problemi in fase di mungitura e la mammella può subire frequenti traumi. I difetti che si riscontrano a livello dei capezzoli possono essere svariati, si ricordano: capezzoli larghi, divergenti, molto ravvicinati oppure troppo grossi o troppo piccoli, di forma anomala e, spesso, in soprannumero.